Le società tra professionisti sono regolamentate dalla Legge di Stabilità 2012 (L. 183/2011), dalla 27/2012 e dal DM 34/2013. L’art. 10, co. 3 della L. 183/2011, nel consentire la possibilità di costituire società tra professionisti, ovvero società che abbiano per oggetto esclusivo l’esercizio di attività professionali secondo i modelli codicistici delle società di persone, delle società di capitali e delle cooperative, ha definito peculiarità e confini giuridici di tali società. La prima versione del Legislatore è stata successivamente modificata e precisata fino a delineare compiutamente i profili soggettivi e oggettivi necessari per costituire le nuove società, sancendosi l’espressa abrogazione dell’ormai datata L. 1815/1939, che impediva l’esercizio professionale in forma societaria.
Nel delineare gli elementi essenziali della disciplina primaria delle Stp, il legislatore ha rimesso alla regolamentazione secondaria la disciplina di dettaglio relativa alle modalità che avrebbero dovuto assicurare la esecuzione, da parte del socio professionista, dell’incarico conferito alla società e di quelle relative alla designazione del professionista ovvero alla preventiva comunicazione all’utente dei nominativi dei soci abilitati all’esercizio di una attività professionale regolamentata. Inoltre la legge, vietando a ciascun professionista di essere contemporaneamente socio di più di una Stp, riservava al decreto ministeriale la disciplina delle incompatibilità ed affidava alla potestà regolamentare anche la definizione del regime disciplinare da applicare alla società.
Pertanto, dopo aver premesso le nozioni di «società tra professionisti» (o «società professionale») e di «società multidisciplinare», il provvedimento disciplina innanzitutto il requisito della trasparenza nel rapporto tra la società e il cliente, imponendo alla prima, sin dal primo contatto con il secondo, una serie di obblighi informativi attinenti ai seguenti aspetti:
a) diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti;
b) possibilità che l’incarico professionale conferito alla società sia eseguito, in difetto dell’esercizio del diritto di scelta, da ciascun socio in possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attività professionale;
c) eventuale esistenza di situazioni di conflitto d’interesse tra cliente e società, che siano anche determinate dalla presenza di soci con finalità d’investimento.
È conseguentemente previsto un obbligo della società di consegnare al cliente, perché possa operare una scelta libera e consapevole, l’elenco dei singoli soci professionisti, con l’indicazione dei titoli e delle qualifiche professionali di ciascuno, nonché l’elenco dei soci con finalità d’investimento.
In sede di disciplina dell’esecuzione dell’incarico, il regolamento, facendo applicazione del principio della personalità dell’esecuzione della prestazione (art. 2232 c.c.), consente al socio professionista di avvalersi, sotto la sua direzione e responsabilità, di ausiliari ma non di sostituti, se non in relazione a particolari attività, caratterizzate da sopravvenute esigenze non prevedibili, e comunque previa comunicazione dei loro nominativi al cliente. E’ in ogni caso garantita la facoltà del cliente, cui i nominativi dei collaboratori sono comunicati, di esprimere il proprio dissenso.
Quanto al regime delle incompatibilità, il regolamento chiarisce che l’ipotesi di incompatibilità di partecipazione a più società tra professionisti sancita dall’art. 10, co. 6, della L. 183/2011 si determina anche nel caso della società multidisciplinare e si applica per tutta la durata dell’iscrizione della società all’ordine di appartenenza.
Viene poi introdotta una incompatibilità alla partecipazione dei soci per finalità d’investimento ove non siano in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per l’iscrizione all’albo professionale cui è iscritta la medesima società cui appartengono; tra i detti requisiti va anche annoverata la mancata applicazione, anche in primo grado, di misure di prevenzione personali o reali. Ulteriore requisito perché il socio di investimento possa prendere parte ad una Stp è dato dall’assenza di condanne definitive ad una pena alla reclusione pari o superiore a 2 anni per reati non colposi.
Il mancato rilievo della causa di incompatibilità o la mancata rimozione della stessa integrano un illecito disciplinare per la società e per il singolo professionista.
Ai fini della verifica delle situazioni di incompatibilità il regolamento prevede l’iscrizione della società tra professionisti nella sezione speciale del registro delle imprese istituita ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 96/2001.
Le Stp, per poter operare, saranno poi tenute all’iscrizione nell’apposita sezione speciale dei registri tenuti presso gli ordini o i collegi di appartenenza dei soci professionisti. La domanda di iscrizione dovrà contenere, oltre all’atto costitutivo e allo statuto societario, il certificato di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, accompagnato dall’elenco dei soci professionisti non iscritti presso l’ordine o il collegio cui è rivolta la domanda.
Se la Stp non risulta idonea all’iscrizione, prima di procedere al diniego il consiglio dell’ordine o del collegio professionale segnala le motivazioni al rappresentante legale della società, che può presentare le proprie osservazioni entro 10 giorni.
Sotto l’aspetto disciplinare e deontologico, infine, il regolamento precisa che:
a) il professionista socio rimane vincolato al proprio codice deontologico e in base ad esso risponde disciplinarmente;
b) la società è responsabile, come tale, secondo le regole deontologiche dell’ordine nel cui albo è iscritta;
c) la responsabilità disciplinare della società concorre con quella del socio professionista (anche se iscritto ad altro albo rispetto a quello della società e, quindi, nell’ipotesi della STP multidisciplinare) nel solo caso di violazione deontologica ricollegabile a direttive impartite dalla società.
La società tra professionisti consente quindi di andare oltre la consueta formula dello studio associato, aggregando anche soci iscritti a organi professionali diversi o anche non iscritti affatto (purché il loro contributo sia riservato esclusivamente a prestazioni tecniche o investimenti).
Contabilità e Fisco StP
Le società tra professionisti godono dello stesso regime fiscale e previdenziale di studi individuali e associazioni professionali. Anche per le Stp di capitali il reddito viene qualificato come autonomo alla luce dell’art. 53, D.P.R. 917/1986, con la differenza che queste società di persone o di capitali sono assoggettate al pagamento IRAP.
I compensi delle StP vanno assoggettati alla ritenuta d’acconto del 20%, con l’applicazione in fattura del 4% derivante dal contributo integrativo a carico del cliente da versare alla Cassa di previdenza.
Gli utili verranno tassati così come previsto per gli studi associati, proprio perché il trattamento fiscale delle Stp è equiparabile a quello delle associazioni tra professionisti. La norma non si è espressa per quanto riguarda l’assoggettabilità a fallimento delle StP, ma i Consulenti del Lavoro hanno ritenuto che, non trattandosi di impresa commerciale, l’StP può accedere all’istituto della composizione della crisi da sovraindebitamento, regolamentata dalla L. 3/2012, a sua volta modificata dal D.L. 179/2012.
Le Stp possono anche essere multidisciplinari (art. 10, co. 8, L. 183/2011) occupandosi di diverse attività professionali: saranno i Consigli di ciascun ordine a verificare il rispetto delle norme deontologiche di ciascun iscritto; in caso di mancato rispetto sarà la Stp a doverne rispondere, ma il socio inadempiente resta responsabile. La responsabilità viene condivisa con la società solo se l’illecito disciplinare è conseguenza di direttive stabilite dalla società.
Per StP multidisciplinari si consiglia di evitare di inserire nell’atto costitutivo un’attività professionale prevalente, consentendo l’iscrizione della Stp a tutti gli albi di appartenenza dei soci e scongiurando il verificarsi di anomalie.
Da indicare nell’atto costitutivo
• L’esercizio dell’attività professionale è riservato solo ai soci.
• L’immissione in qualità di soci è riservata a:
o professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi (anche in differenti sezioni);
o cittadini della UE in possesso di titolo di studio abilitante;
o non professionisti ma solo per prestazioni tecniche o per finalità di investimento.
In ogni caso, il numero di soci professionisti e la loro partecipazione al capitale sociale deve determinare la maggioranza di 2/3 nelle deliberazioni o decisioni dei soci, pena lo scioglimento della società e la cancellazione dall’albo se non si corre ai ripari in sei mesi.
• Criteri e modalità di esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società, eseguito solo da soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta.
• La designazione del socio professionista deve essere compiuta dall’utente o, in mancanza di essa, il nominativo deve essere precedentemente comunicato per iscritto all’utente.
• La stipula di polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale è obbligatoria.
• Vanno indicate le modalità di esclusione dalla società del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo.
• Nella denominazione sociale della nuova Stp deve comparire la dicitura “società tra professionisti” e non è consentito allo stesso soggetto essere socio di più società.
StP a compagine mista
L’oggetto sociale coincide con l’esercizio in via esclusiva di una o più attività professionali per le quali sia richiesta l’iscrizione in albi o elenchi regolamentati nel sistema ordinistico da parte dei soci (art. 10, comma 4, l.n. 183/2011 e art. 1, lett.a, Decreto n. 34/2013). Tale oggetto, allora, deve essere esclusivo.
Iscrizione all’Albo
La società tra professionisti è iscritta anche in una sezione speciale degli albi o dei Registri tenuti presso l’Ordine o il Collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti. Nel caso di società multidisciplinare, è prevista l’iscrizione all’Albo o registro relativo all’attività individuata come prevalente nello statuto o nell’atto costitutivo.
La società si iscrive all’Ordine o Collegio nella circoscrizione della sede legale.
Fermo restando che il professionista resta soggetto alle regole deontologiche della sua professione, anche la società risponde disciplinarmente delle violazioni alle norme dell’Ordine a cui è iscritta.
Se la violazione deontologica commessa dal socio professionista, anche iscritto ad un Ordine o Collegio diverso da quello della società, è ricollegabile a direttive impartite dalla società, la responsabilità disciplinare del socio concorre con quella della società.