Gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni in forma individuale, possono avvalersi di un regime forfetario di determinazione del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle dovute.

Il nuovo assetto determina anche la soppressione dei regimi “di favore” vigenti (regime fiscale di vantaggio, disciplina delle nuove iniziative produttive, regime contabile agevolato) caratterizzati, talvolta, da incoerenze e sovrapposizioni normative, ferma restando la salvaguardia delle attività già intraprese applicando i regimi previgenti.

I soggetti interessati sono persone fisiche con struttura e capacità produttiva di scarsa entità che operano in qualità di fornitori di beni o servizi.

Il regime si distingue per le seguenti caratteristiche:

  1. il reddito d’impresa o di lavoro autonomo viene determinato in modo estremamente semplificato, in funzione dei soli ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta su cui è applicato un coefficiente di redditività;
  2. il reddito imponibile così determinato è assoggettato ad imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali all’IRPEF e dell’IRAP;
  3. il soggetto che si avvale del regime forfetario, in ossequio alle disposizioni comunitarie che richiedono l’identificazione ai fini del corretto assolvimento dell’imposta anche ai soggetti di minori dimensioni, è dotato di piena soggettività ai fini del tributo, con conseguente necessità di aprire una posizione IVA nel territorio dello Stato.

L’ambito soggettivo di tale regime, ai sensi del comma 1, è circoscritto alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arte o professione che, nell’anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO che ricomprende l’attività d’impresa o professionale esercitata. Le diverse soglie tengono conto della diversa redditività dei settori economici.

Viene ristretto, rispetto alla previgente normativa concernente i cd. minimi, il concetto di soggetto non residente al quale è precluso l’accesso al regime. Possono, infatti, accedere non solo i soggetti residenti ma anche i soggetti residenti in uno degli Stati Membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni. Ciò, purché gli stessi producano nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto. Tale modifica è derivata da sopravvenuti orientamenti comunitari.

In linea generale, si è esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli altri obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. In particolare:

– registrazione delle fatture emesse (articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972);

– registrazione dei corrispettivi (articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972);

– registrazione degli acquisti (articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972);

– tenuta e conservazione dei registri e documenti (articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972), fatta eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali di importazione;

– dichiarazione e comunicazione annuale IVA (articoli 8 e 8-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998).

I medesimi contribuenti sono, altresì, esonerati:

  1. a) dall’obbligo di effettuare la comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto – cd. spesometro;
  2. c) dalla comunicazione delle dichiarazioni d’intento ricevute.

I medesimi contribuenti sono, invece, tenuti a:

  1. a) numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  2. b) certificare i corrispettivi; sulle fatture emesse si dovrà recare, in luogo dell’ammontare dell’imposta, l’annotazione “Operazione in franchigia da IVA” con l’eventuale indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale e conservare i relativi documenti.

Per quanto riguarda la certificazione dei corrispettivi resta, pertanto, obbligatoria l’emissione della fattura ovvero, per i soggetti esonerati da tale emissione, il rilascio di scontrino o ricevuta fiscale, secondo le ordinarie regole.

La determinazione del reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi e compensi percepiti nel periodo d’imposta un differente coefficiente di redditività in funzione del codice ATECO che contraddistingue l’attività svolta (nel caso degli infermieri il coefficiente di redditività è del 78% e il limite di reddito è di 15.000,00 euro). A tal fine, quindi, non assumono rilevanza le spese sostenute nello stesso esercizio relative all’attività di impresa o dell’arte o della professione. Rilevano, a riduzione del reddito d’impresa, i contributi previdenziali versati in base alla legge. L’eventuale eccedenza può essere scomputata dal reddito complessivo come onere deducibile.

Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP in misura pari al 15 per cento.

Il versamento dell’imposta sostitutiva è effettuato negli stessi termini e con le medesime modalità previste per il versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si applicano, quindi, tutte le disposizioni vigenti in materia di versamenti a saldo ed in acconto dell’imposta, compensazione e rateazione della stessa. In caso di imprese familiari, l’imposta sostitutiva è dovuta dall’imprenditore sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari.

Viene inserita, all’interno del nuovo regime forfetario, una specifica disciplina di vantaggio. In particolare, per le nuove attività è previsto un regime forfetario di maggiore favore per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i due successivi; ciò attraverso una riduzione del reddito imponibile in misura di un terzo.

Per poter beneficiare del regime è necessario che:

  1. a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  2. b) l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  3. c) qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 1.

Valgono, al riguardo, in quanto compatibili i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate già forniti in merito al regime fiscale di vantaggio di cui all’articolo 27 del decreto-legge n. 98/2011.

In considerazione dell’esiguità della misura dell’imposta sostitutiva, i ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono soggetti a ritenuta d’acconto. A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che il reddito cui le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

E’ inoltre stabilito che i contribuenti forfetari non sono sostituti d’imposta ma sono tenuti a indicare nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale dei percettori dei redditi che ordinariamente sarebbero assoggettati a ritenuta alla fonte e l’ammontare dei redditi stessi.

I contribuenti che si avvalgono del regime forfetario sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri. Pur essendo esclusi dall’accertamento a mezzo studi di settore o parametri, i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario restano soggetti al c.d. redditometro.

Con riferimento all’ipotesi di infedele indicazione dei requisiti e delle condizioni per accedere al regime, che determinano la cessazione del regime medesimo, il comma 21 ha previsto, però, un trattamento sanzionatorio aggravato. In tali casi, infatti, se il maggior reddito accertato supera del 10 per cento quello dichiarato, le misure delle sanzioni minime e massime applicabili sono aumentate del 10 per cento.

Il reddito determinato secondo i criteri del regime forfetario è rilevante, unitamente al reddito complessivo, ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia di cui all’articolo 12, comma 2, del TUIR. Il reddito soggetto all’imposta sostitutiva non rileva, invece, ai fini della spettanza delle detrazioni oggettive individuate nell’articolo 13 del TUIR. Pertanto, per tale tipologia reddituale, non spettano le detrazioni ivi indicate.

La norma, qualora si riscontrasse a consuntivo il mancato possesso ab origine dei requisiti di accesso, prevede l’annullamento dell’agevolazione previdenziale già concessa, nonché l’impossibilità di accedervi in futuro con conseguente recupero della contribuzione che sarebbe stata dovuta in base al regime ordinario.

Sono abrogati i regimi agevolati oggi vigenti di cui all’articolo 13 della legge n. 38 del 2000 (nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo), all’articolo 27 del decreto-legge n. 98 del 2011 (regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) e all’articolo 1, commi da 96 a 115 e comma 117, della legge n. 244 del 2007. A partire dal 2015, i soggetti che nel 2014 hanno applicato il regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile lavoratori e lavoratori in mobilità e il regime contabile agevolato di cui all’articolo 27, comma 3 del decreto-legge n. 98 del 2011, in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 1, comma 1, e salvo opzione per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari, accedono al regime forfetario.

Una disposizione di salvaguardia consente ai contribuenti che, al 31 dicembre 2014, sono nel regime fiscale di vantaggio di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 98 del 2011, di continuare ad avvalersene fino alla scadenza naturale. Il regime fiscale di vantaggio, conseguentemente, pur essendo stato soppresso, si applica limitatamente ai contribuenti che già se ne avvalevano alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, non oltre la data di scadenza naturale (quinquennio o compimento del trentacinquesimo anno di età).